TRULLO SOVRANO

Nel 1916 lo storico Giuseppe Notarnicola denominò Trullo Sovrano l’edificio noto come la Corte di papa Cataldo, ossia la residenza settecentesca del sacerdote Cataldo Perta, caratterizzata da una peculiarità con struttura pseudoconica a trullo che sormonta due livelli abitativi raccordati in facciata da due ampi spioventi che si innestano sul manto di chiancarelle del cono a dominare un aggregato di 12 coni.

Tali elementi strutturali indussero a ritenere che fosse un raro edificio non conforme alle restrizioni edilizie dell’epoca disposte dal conte di Conversano che prevedevano solo murature a secco senza l’ausilio di calce: la sopravvivenza di tali caratteristiche ha generato così la tesi che sia coevo agli eventi della “liberazione” della città del 1797.

Recenti studi su fonti d’archivio inedite documentano che fu edificato ex novo dopo il 1816, con la parte inferiore a cotto e quella superiore a crudo.

Nell’archivolto dell’ingresso si conserva il dipinto murale Croce con le pie donne al Calvario, poiché il piano inferiore ospitò dal 1823 al 1837 la Confraternita del Santissimo Sacramento.

L’edificio è dunque un esempio dell’evoluzione delle tecniche costruttive a cotto, perché la scala interna in muratura e le volte a botte e a padiglione sono infatti elementi strutturali difficilmente realizzabili con la tecnica a secco.