L’edificio a due piani in Piazza XXVII Maggio è tradizionalmente ritenuto l’abitazione del dottor fisico Giacomo Giuseppe Pezzolla, sindaco di Alberobello per due mandati agli inizi dell’Ottocento.
La struttura, già Museo del Territorio, risale verosimilmente alla metà del XIX secolo e si armonizza con i limitrofi organismi monocellulari a trullo costruiti in un periodo precedente, come l’attigua Casa Lippolis.
La facciata alta e stretta, sormontata da un timpano a doppia falda con chiancarelle, presenta al piano terra un ingresso centrale e altri piccoli accessi; al primo piano si accede tramite scala esterna. Una lastra in marmo con decorazioni in bronzo ricorda il medico Vito Gigante, figlio di Donato Gigante e Rosa Pezzolla, la cui memoria resta viva tra gli alberobellesi per l’amore con cui esercitò la professione.
Il Comune acquisiva la proprietà del complesso nel 1987, con i contributi previsti dalla “Legge speciale regionale per la valorizzazione, salvaguardia e destinazione d’uso dei trulli di Alberobello” del 26 novembre1 979, per destinarlo a Museo del territorio che diventa museo di se stesso e contenitore di oggetti d’uso del territorio dei trulli.
L’intervento sul patrimonio pubblico acquisito mediante l’esproprio e finalizzato alle politiche abitative del comune consentiva di operare secondo quei rigorosi criteri di restauro che negli anni si stavano formulando attraverso la redazione delle Carte di Restauro (Carta di Venezia 1964, Carta italiana 1972), i cui costi difficilmente potevano essere sostenuti dagli abitanti. Casa Pezzolla era un esempio rappresentativo, insieme a Trullo Sovrano e Casa D’Amore dell’evoluzione tipologica della costruzione alberobellese, dal trullo al modulo abitativo con copertura “a converse”, presente in altri centri della Valle d’Itria. Il quaderno di restauro redatto per casa Pezzolla dal Comune mediante l’intervento realizzato a partire dagli anni Novanta del Novecento diviene modello di intervento di restauro da impiegare per gli interventi sulle costruzioni a trullo. Il metodo consolida la tecnica del cuci e scuci delle chiancarelle di copertura con reimpiego di quelle esistenti e sostituzione di limitati elementi rotti o assottigliati dal passaggio dell’acqua. Importante è la conservazione delle irregolarità dei manti, traccia materiale della tecnica di adattamento del costruttore e della perizia impiegata senza un progetto di partenza e che costituisce la singolarità del trullo alberobellese e delle coperture in pietra montata a secco.
Il Museo del Territorio offre servizi turistico-culturali, ospita esposizioni temporanee d’arte e conserva gli oggetti dell’ex Museo dell’Arte Contadina di Alberobello, raccolti negli anni Settanta dall’Associazione La Chiancola, poi acquisiti dal Comune, e che mirano a far conoscere le tradizioni, le vicende storiche e le caratteristiche naturalistiche del territorio.



