CASA CURRI

Nelle immediate vicinanze di Piazza del Popolo è ubicato un immobile edificato nel 1831, come attesta l’epigrafe incisa sul portale, che fu la casa natale di Antonio Curri, architetto, pittore e decoratore di spicco nel panorama artistico italiano che realizzò numerosi progetti in Alberobello, tra cui la Basilica dei Santi Medici Cosma e Damiano, il Cimitero Monumentale e l’Obelisco.

L’architetto alberobellese si affermò nel panorama nazionale come esempio rappresentativo dello stile Liberty e dell’eclettismo dell’epoca, tanto da essere celebrato anche da Gabriele D’Annunzio per «il suo fine senso di arte» e «la purità dell’antica bellezza». Tra le sue opere principali si ricordano a Napoli il restauro del Duomo, la decorazione del Caffè Gambrinus e quella della Galleria Umberto I.

Nel 1927 su Casa Curri fu collocata una lapide commemorativa per il decimo anniversario della scomparsa dell’artista: la targa fu disegnata da Gaetano Stella e impreziosita da Salvatore di Giacomo con la scultura bronzea allegorica dell’Architettura, recante una colonna ionica e una corona d’alloro.

Un altro esempio di architettura tardo neoclassica che evidenzia le caratteristiche del cambiamento urbanistico di Alberobello e del gusto artistico otto-novecentesco è rappresentato da Villa Curri, un fabbricato colonico che l’architetto alberobellese acquistò e ampliò probabilmente nell’ultimo ventennio del XIX secolo. La residenza privata fu riorganizzata dal Curri mediante l’edificazione dello scalone d’accesso al secondo piano, di una sala rettangolare sul lato orientale, di una cinta muraria con torre circolare, di un portico con colonne doriche, di un piccolo ambiente di svago ricavato nella citata torre e con l’inserimento sulle finestre arcuate e i capitelli della loggia centrale interna di decorazioni architettoniche dai motivi fitomorfi.

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